Divina Commedia, istruzioni per l’uso

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di Giovanni Fighera

Due sono gli obiettivi della vita umana, scrive Dante nel De monarchia, la felicità in questa vita e la beatitudine nell’altra vita. Dante ha scritto la Commedia proprio per accompagnare l’uomo di ogni tempo su questa strada. Inizia oggi l’avventura del viaggio attraverso le tre cantiche.

Incipit Comedìa Dantis Alagherii, Florentini natione, non moribus. Questo è, in realtà, il titolo di una delle opere più grandi celebrate nella storia della letteratura, di quella che Charles Moeller considera l’opera più bella che ci sia in Terra, superata soltanto dalla bellezza del volto dei santi. «Comedìa» (o «commedia» nel linguaggio odierno) allude al genere letterario del capolavoro, caratterizzato sia dall’inizio difficile e dalla conclusione felice che dalla commistione di linguaggi e di toni eterogenei. Continua a leggere

«Toglietemi tutto. Dante no»

DANTE

E’ di questi giorni la notizia della proposta dell’ONU (in particolare, dell’organizzazione Gerush92, ​composta da ricercatori del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite) di eliminare dai programmi scolastici lo studio della Divina Commedia, rea di diffondere “contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza” nei confronti di ebrei, islamici e omosessuali (Qui la notizia).

Qui di seguito, un commento in proposito dello scrittore Alessandro D’Avenia, insegnante di italiano e latino in un liceo milanese e autore di due bellissimi romanzi: “Bianca come il latte, rossa come il sangue” (Ed. Mondadori, 2010) e “Cose che nessuno sa” (Ed. Mondadori, 2011). Continua a leggere