Santa Marta: “Non c’è santo senza passato, non c’è peccatore senza futuro”

Pope Francis celebrating Mass in Santa Marta

Durante l’omelia del mattino, papa Francesco rievoca la storia di re Davide: commette adulteri e delitti ma chiede sempre perdono a Dio e non strumentalizza mai il nome del Signore per fini propri
 
La misericordia è stata esercitata da Dio nei confronti degli uomini da sempre. Già molto prima della venuta sulla terra di Gesù Cristo, la storia personale del re Davide è emblematica di come anche un adultero ed assassino possa diventare profeta e sovrano del popolo d’Israele.

È proprio Davide il protagonista della prima lettura odierna (Sam 16,1-13), in cui papa Francesco, nell’omelia mattutina alla Casa Marta, ha evidenziato come il Signore preferisca scegliere chi ha umiltà e non usa “Dio per vincere una causa propria”.

Saul, ad esempio, viene bocciato perché ha un “cuore chiuso”, mentre la scelta ricade sul pastorello Davide, ultimogenito di Iesse, a dimostrazione che “il Signore vede il cuore”, al contrario degli uomini, spesso “schiavi delle apparenze”. Continua a leggere

Papa Francesco: “Non c’è posto per il dubbio, non c’è spazio per l’indifferenza”

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“Non c’è posto per il dubbio; lasciamolo agli scettici che per interrogare solo la ragione non trovano mai la verità. Non c’è spazio per l’indifferenza, che domina nel cuore di chi non riesce a voler bene, perché ha paura di perdere qualcosa. Viene scacciata ogni tristezza, perché il bambino Gesù è il vero consolatore del cuore”. Così Papa Francesco nella Messa della Notte di Natale presieduta nella Basilica Vaticana.

Di seguito il testo dell’omelia:
 
In questa notte risplende una «grande luce» (Is 9,1); su tutti noi rifulge la luce della nascita di Gesù. Quanto sono vere e attuali le parole del profeta Isaia che abbiamo ascoltato: «Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia» (9,2)! Il nostro cuore era già colmo di gioia per l’attesa di questo momento; ora, però, quel sentimento viene moltiplicato e sovrabbonda, perché la promessa si è compiuta, finalmente si è realizzata. Gioia e letizia ci assicurano che il messaggio contenuto nel mistero di questa notte viene veramente da Dio. Non c’è posto per il dubbio; lasciamolo agli scettici che per interrogare solo la ragione non trovano mai la verità. Non c’è spazio per l’indifferenza, che domina nel cuore di chi non riesce a voler bene, perché ha paura di perdere qualcosa. Viene scacciata ogni tristezza, perché il bambino Gesù è il vero consolatore del cuore. Continua a leggere

Il Papa apre nel nome di Maria la Porta Santa «Questo è il Giubileo della tenerezza di Dio»

L'abbraccio tra papa Francesco e il papa emerito Benedetto XVI

Papa Francesco ha aperto la Porta Santa nel nome di Maria Immacolata. Nell’omelia della Messa del Giubileo della Misericordia, il Papa ha chiesto ai credenti di«anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza». Prima dell’apertura l’abbraccio con papa Ratzinger. Di seguito il commento di Massimo Introvigne

 
Prima di recarsi in pellegrinaggio a Piazza di Spagna per l’annuale omaggio alla Madonna, l’8 dicembre 2015 Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della Misericordia in Piazza San Pietro, in una solenne cerimonia cui ha partecipato anche il pontefice emerito Benedetto XVI.  Francesco ha invitato tutti a meditare sulla speciale relazione che intercorre fra l’Immacolata Concezione e la misericordia. Chi guarda Maria, ha detto, scopre che un mondo nuovo è possibile. Continua a leggere

Messa di inizio Giubileo, omelia integrale di Papa Francesco

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Papa Francesco presiede in una Piazza San Pietro gremita da oltre 50 mila persone la Messa di inizio dell’Anno Santo straordinario della Misericordia, con l’apertura della Porta Santa giubilare nella Basilica vaticana.

Di seguito, il testo integrale dell’omelia pronunciata dal Papa:

“Tra poco avrò la gioia di aprire la Porta Santa della Misericordia. Compiamo questo gesto, come l’ho fatto a Bangui, tanto semplice quanto fortemente simbolico, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato, e che pone in primo piano il primato della grazia. Ciò che ritorna più volte in queste Letture, infatti, rimanda a quell’espressione che l’angelo Gabriele rivolse a una giovane ragazza, sorpresa e turbata, indicando il mistero che l’avrebbe avvolta: «Rallegrati, piena di grazia» (Lc 1,28). Continua a leggere

Astenersi (29/11/2015)

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Mi è piaciuta molto l’Omelia di Padre Maurizio Botta, pronunciata ieri partendo dalla pagina di Vangelo che ha caratterizzato la prima domenica di Avvento per il rito romano.

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Vegliate dice Gesù e nella mente di molti, tra i pochi che lo ascoltano, istantanea la domanda di sempre: “Cosa devo fare, cosa devo fare, cosa devo fare?” Subito l’auto-analisi: “Sono a posto?” “Lo sto facendo? Non mi si può dire nulla?”. In questo Avvento vorrei porre la luce su quanto sia importante il non-fare tante cose, l’astenersi, per fare l’unica necessaria.

L’amore stesso mi sembra implichi più spesso un non-fare che un fare. Mi spiego. Penso a quanto amore vero richieda il non far pesare sugli altri le recriminazioni. Quelle nostre istantanee e violente recriminazioni che affiorano ad ogni vera o presunta ingiuria subita. A volte dopo ogni contrarietà. Continua a leggere

Testo omelia del Papa nella Cattedrale di Bangui: amare i nemici

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29/11/2015

Intensa omelia di Papa Francesco durante la Messa nella Cattedrale di Bangui in occasione dell’apertura della Porta Santa in Centrafrica. Tanti gli applausi dei fedeli. Pubblichiamo di seguito il testo integrale:
 
In questa Prima Domenica di Avvento, tempo liturgico dell’attesa del Salvatore e simbolo della speranza cristiana, Dio ha guidato i miei passi fino a voi, su questa terra, mentre la Chiesa universale si appresta ad inaugurare l’Anno Giubilare della Misericordia che noi oggi, qui, abbiamo iniziato. E sono particolarmente lieto che la mia visita pastorale coincida con l’apertura nel vostro Paese di questo Anno Giubilare. A partire da questa Cattedrale, con il cuore ed il pensiero vorrei raggiungere con affetto tutti i sacerdoti, i consacrati, gli operatori pastorali di questo Paese, spiritualmente uniti a noi in questo momento. Attraverso di voi, vorrei salutare anche tutti i Centrafricani, i malati, le persone anziane, i feriti dalla vita. Alcuni di loro sono forse disperati e non hanno più nemmeno la forza di agire, e aspettano solo un’elemosina, l’elemosina del pane, l’elemosina della giustizia, l’elemosina di un gesto di attenzione e di bontà. E tutti noi aspettiamo la grazia, l’elemosina della pace. Continua a leggere

Papa Francesco canonizza genitori di Santa Teresa di Lisieux

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Il Papa, nella Messa in Piazza San Pietro, ha proclamato oggi quattro nuovi Santi: i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino, Louis e Zélie Martin, don Vincenzo Grossi, fondatore dell’Istituto delle Figlie dell’Oratorio, e Maria dell’Immacolata Concezione, superiora delle Sorelle della Compagnia della Croce. Pubblichiamo di seguito il testo dell’omelia:

Seguire Gesù nella via dell’umiltà e della croce
Le Letture bibliche ci presentano oggi il tema del servizio e ci chiamano a seguire Gesù nella via dell’umiltà e della croce. Il profeta Isaia delinea la figura del Servo di Jahwé (53,10-11) e la sua missione di salvezza. Si tratta di un personaggio che non vanta genealogie illustri, è disprezzato, evitato da tutti, esperto nel soffrire. Uno a cui non attribuiscono imprese grandiose, né celebri discorsi, ma che porta a compimento il piano di Dio attraverso una presenza umile e silenziosa e attraverso il proprio patire. Continua a leggere

L’uomo di oggi “ridicolizza” la famiglia e l’amore, ma ne è assetato

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Alla messa che dà inizio al Sinodo su “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”, papa Francesco sottolinea i paradossi della società globalizzata: “: tanta potenza accompagnata da tanta solitudine e vulnerabilità”. L’uomo di oggi “ridicolizza” la famiglia e l’amore, ma ne è assetato. La Chiesa testimonia l’amore indissolubile, ma non dimentica e cura “l’uomo che cade o che sbaglia”. “Una Chiesa con le porte chiuse tradisce sé stessa e la sua missione, e invece di essere un ponte diventa una barriera”.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – In un “contesto sociale e matrimoniale assai difficile”, la Chiesa è chiamata a vivere “la sua missione nella fedeltà, nella verità e nella carità”. Papa Francesco ha tracciato così le piste su cui camminerà il Sinodo che si apre oggi, dal tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. Alla messa presieduta stamane dal pontefice nella basilica di san Pietro, hanno partecipato tutti i membri del Sinodo che inizierà domani i suoi lavori. Continua a leggere

Ripartiamo da Nazareth per il Sinodo

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L’omelia di Papa Francesco per la Veglia di preghiera per il Sinodo sulla famiglia
 
Piazza San Pietro, 3 ottobre 2015
 
Care famiglie, buonasera!
A che giova accendere una piccola candela nel buio che ci circonda? Non sarebbe ben altro ciò di cui c’è bisogno per diradare l’oscurità? Ma si possono poi vincere le tenebre?

In certe stagioni della vita — questa vita pur carica di risorse stupende — simili interrogativi si impongono con forza. Di fronte alle esigenze dell’esistenza, la tentazione porta a tirarsi indietro, a disertare e a chiudersi, magari in nome della prudenza e del realismo, fuggendo così la responsabilità di fare fino in fondo la propria parte. Ricordate l’esperienza di Elia? Il calcolo umano suscita nel profeta la paura che lo spinge a cercare rifugio. Continua a leggere

Papa Francesco: Pentecoste: pace e riconciliazione doni dello Spirito

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Una forte esortazione ad accogliere i doni dello Spirito Santo. Nella Messa solenne della domenica di Pentecoste, presieduta stamani in una Basilica di San Pietro gremita di fedeli, Papa Francesco ha ricordato nell’omelia che, così come accadde agli apostoli, anche oggi lo Spirito guida alla verità, rinnova la terra e dà i suoi frutti. Il Pontefice ha quindi sottolineato il peccato di chiudersi all’azione della grazia.

Di seguito il testo completo dell’Omelia del Santo Padre:
 
«Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi … Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,21.22), così ci dice Gesù. L’effusione avvenuta la sera della Risurrezione si ripete nel giorno di Pentecoste, rafforzata da straordinarie manifestazioni esteriori. La sera di Pasqua Gesù appare agli Apostoli e alita su di loro il suo Spirito (cfr Gv 20,22); nel mattino di Pentecoste l’effusione avviene in maniera fragorosa, come un vento che si abbatte impetuoso sulla casa e irrompe nelle menti e nei cuori degli Apostoli. Continua a leggere

Il Papa: la nostra è la Chiesa dei martiri, uniamoci ai fratelli perseguitati

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“La nostra Chiesa è Chiesa dei martiri”. Nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, soffermandosi sulla lapidazione di Santo Stefano, Papa Francesco ricorda con parole commosse quanti oggi sono perseguitati e uccisi perché cristiani. E sottolinea che ci sono anche “martiri nascosti” che cercano strade nuove per aiutare i fratelli e per questo vengono perseguitati dai “Sinedri moderni”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, mostra il giudizio del Sinedrio contro Stefano e la sua lapidazione. Da questa scena drammatica si sviluppa l’omelia di Francesco che, nel cuore, porta i volti e le storie di tanti che anche oggi, come il primo martire della Chiesa, sono perseguitati e uccisi solo perché fedeli a Gesù. I martiri, osserva il Papa, non hanno bisogno di “altri pani”, il loro unico pane è Gesù. E sottolinea che Stefano “non aveva bisogno di andare al negoziato, ai compromessi”. Continua a leggere

Papa Francesco: «No ai “cristiani sì, ma…”, perché sono tristi»

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La grazia che porta con sé la Settimana Santa aiuti i cristiani ad accettare l’aiuto che Dio dona loro e anche il modo in cui glielo offre, senza critiche e obiezioni. È l’insegnamento che Papa Francesco ha tratto dalle letture liturgiche del giorno, spiegate all’omelia della Messa celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

di Alessandro De Carolis

“Capricci spirituali” davanti a Dio che in mille modi offre la salvezza. Solo perché siamo gente che non sa accettare “lo stile divino” e ci intristiamo, scivoliamo nella “mormorazione”. È un errore che oggi commettono tanti cristiani, così come la Bibbia racconta vi cadesse un tempo il popolo ebreo salvato dalla schiavitù.

Veleno e salvezza
Papa Francesco parte dall’episodio proposto dal Libro dei Numeri, quello in cui gli ebrei si ribellano alle fatiche della fuga nel deserto, al cibo “leggero” della manna, e cominciano – dice il Papa – “a sparlare di Dio” e molti di loro finiscono morsi e uccisi da serpenti velenosi. Solo la preghiera di Mosè che intercede per loro e innalza un bastone con un serpente – simbolo della Croce su cui verrà appeso Cristo – diverrà per chi lo guarda salvezza dal veleno: Continua a leggere

Papa: Chiesa povera, Vangelo non è teologia della prosperità

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La Chiesa deve annunciare il Vangelo “in povertà” e chi lo annuncia deve avere come unico obiettivo quello di alleviare le miserie dei più poveri, senza mai dimenticare che questo servizio è opera dello Spirito Santo e non di forze umane. È il pensiero di fondo dell’omelia che Papa Francesco ha tenuto nella Messa celebrata in Casa Santa Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Guarire. Rialzare. Liberare. Cacciare via i demoni. E poi riconoscere con sobrietà: sono stato un semplice “operaio del Regno”. È questo che deve fare, e deve dire di sé, un ministro di Cristo quando passa a curare i tanti “feriti” che attendono nelle corsie della Chiesa “ospedale da campo”. Il concetto caro a Francesco ritorna nella sua riflessione del mattino, dettata dal passo del Vangelo del giorno in cui Gesù invia i discepoli a due a due nei villaggi a predicare, guarire i malati e scacciare gli “spiriti impuri”. Continua a leggere

Papa Francesco: la famiglia cristiana sotto attacco di forze potenti

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“Proclamate la bellezza e la verità del matrimonio cristiano ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia. Come sapete queste realtà sono sempre più sotto l’attacco di forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio e di tradire i veri valori che hanno ispirato e dato forma a quanto di bello c’è nella vostra cultura”. (Papa Francesco, Omelia S. Messa nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione a Manila, 16.01.15).
 

di Angela Ambrogetti
(da Korazym, 16.01.15)
 
Come fare a “forgiare una società ispirata al messaggio evangelico della carità, del perdono e della solidarietà al servizio del bene comune” ? La ricetta la da Papa Francesco e lo ha fatto nelle Filippine a Manila con i sacerdoti e i religiosi con i quali ha celebrato la Messa nella cattedrale. Un appuntamento che ha riunito più di 2000 persone nella cattedrale appena restaurata e enssa in sicurezza per i frequenti terremoti che avvengono nel paese costati un milione e mezzo di dollari. Continua a leggere

Omelia di Papa Francesco per l’Epifania, testo integrale

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Durante la Messa presieduta nella Basilica Vaticana nella Solennità dell’Epifania, Papa Francesco ha tenuto la seguente omelia di cui pubblichiamo il testo integrale:
 
Gesù è venuto per tutta l’umanità
Quel Bambino, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è venuto non soltanto per il popolo d’Israele, rappresentato dai pastori di Betlemme, ma anche per l’intera umanità, rappresentata oggi dai Magi, provenienti dall’Oriente. Ed è proprio sui Magi e sul loro cammino alla ricerca del Messia che la Chiesa ci invita oggi a meditare e a pregare. Questi Magi venuti dall’Oriente sono i primi di quella grande processione di cui ci ha parlato il profeta Isaia nella prima Lettura (cfr 60,1-6): una processione che da allora non si interrompe più, e che attraverso tutte le epoche riconosce il messaggio della stella e trova il Bambino che ci indica la tenerezza di Dio. Ci sono sempre nuove persone che vengono illuminate dalla luce della stella, che trovano la strada e giungono fino a Lui. Continua a leggere

Papa Francesco: “Non si può appartenere a Cristo al di fuori della Chiesa”

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“Non si può capire Gesù senza sua Madre. Altrettanto inseparabili sono Cristo e la Chiesa, .. non si può capire la salvezza operata da Gesù senza considerare la maternità della Chiesa. Separare Gesù dalla Chiesa sarebbe voler introdurre una «dicotomia assurda», come scrisse il beato Paolo VI. Non è possibile «amare il Cristo, ma non la Chiesa, ascoltare il Cristo, ma non la Chiesa, appartenere al Cristo, ma al di fuori della Chiesa». Infatti è proprio la Chiesa, la grande famiglia di Dio, che ci porta Cristo. La nostra fede non è una dottrina astratta o una filosofia, ma è la relazione vitale e piena con una persona: Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio fattosi uomo, morto e risorto per salvarci e vivo in mezzo a noi. Dove lo possiamo incontrare? Lo incontriamo nella Chiesa, nella nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica. È la Chiesa che dice oggi: “Ecco l’agnello di Dio”; è la Chiesa che lo annuncia; è nella Chiesa che Gesù continua a compiere i suoi gesti di grazia che sono i Sacramenti. (…)  Continua a leggere

Francesco: un cuore umile conosce Dio, teologia si fa in ginocchio

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Chi studia il mistero di Dio si metta in ginocchio perché Dio si rivela più volentieri a un cuore umile. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa del mattino, celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Gli occhi di un povero sono i più adatti a vedere Cristo e, attraverso di Lui, scorgere il profilo di Dio. Gli altri che pretendano di sondare questo mistero con le risorse della propria intelligenza devono prima mettersi “in ginocchio”, in atteggiamento di umiltà, altrimenti “non capiranno nulla”. Papa Francesco ribadisce la verità e il paradosso del mistero della Buona Novella: il Regno di suo Padre appartiene ai “poveri in spirito”. La riflessione del Papa segue la traccia del Vangelo di Luca proposta dalla liturgia, nel punto in cui Cristo loda e ringrazia suo Padre perché ha deciso di rivelarsi a chi per la società non conta nulla e a chi magari conta ma sa farsi “piccolo” nell’anima: Continua a leggere

Il Papa: non cedere a depressione di fronte al male, ma vivere con speranza

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Anche in mezzo a tante difficoltà, il cristiano non ceda alla depressione. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha dunque avvertito che “corruzione” e “distrazione” ci allontanano dall’incontro con il Signore.

Babilonia e Gerusalemme. Nella sua omelia, Francesco ha preso spunto da queste due città di cui parla la Prima Lettura tratta dall’Apocalisse e il Vangelo di San Luca. Il Papa ha sottolineato che entrambe le letture attirano la nostra attenzione sulla fine di questo mondo. E per meditare, ha notato, ci parla del “crollo di due città che non hanno accolto il Signore, che si sono allontanate” da Lui. Il crollo di queste due città, ha precisato, “avviene per motivi differenti”. Babilonia è il “simbolo del male, del peccato” e “cade per corruzione”, si “sentiva padrona del mondo e di se stessa”. E quando “si accumula il peccato – ha ammonito – si perde la capacità di reagire e si incomincia a marcire”. Continua a leggere

Papa Francesco: Attenti a non diventare cristiani tiepidi, comodi o dell’apparenza

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Nella Messa del mattino a Santa Marta di questo martedì Papa Francesco ha sottolineato che i cristiani devono sempre rispondere alla chiamata di Gesù alla conversione, altrimenti da peccatori diventano corrotti. “Attenti a non diventare cristiani tiepidi, comodi o dell’apparenza”: è’ il monito di oggi di Papa Francesco.

Convertirsi è una grazia, “è una visita di Dio”. Papa Francesco ha preso spunto dalla liturgia del giorno, un passo dell’Apocalisse di Giovanni e l’incontro tra Gesù e Zaccheo, per soffermarsi sul tema delle conversioni. Nella prima lettura, ha osservato, il Signore chiede ai cristiani di Laodicea di convertirsi perché sono caduti “nel tepore”. Vivono nella “spiritualità della comodità”. E pensano: “faccio le cose come posso, ma sono in pace che nessuno venga a disturbarmi con cose strane”. Chi vive così, ha affermato, pensa che non “manca niente: vado a Messa le domeniche, prego alcune volte, mi sento bene, sono in grazia di Dio, sono ricco” e “non ho bisogno di nulla, sto bene”. Questo “stato d’animo – ha avvertito – è uno stato di peccato: la comodità spirituale è uno stato di peccato”. E a questi, ha rammentato, il Signore “non risparmia parole” e gli dice: “Perché sei tiepido sto per vomitarti dalla mia bocca”. Tuttavia, ha proseguito, gli dà il consiglio di “vestirsi”, perché “i cristiani comodi sono nudi”. Continua a leggere

Bagnasco: “nel mondo un’aggressione contro la famiglia per interessi di potere”

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Durissima omelia del card. Bagnasco nella messa di Ognissanti a difesa della famiglia.
 
Nel mondo è in atto “un’aggressione” pesante contro la famiglia “cellula fondamentale della società”, “si vorrebbe sdoganare ogni cosa anche quelle più turpi come l’incesto, se ne sta parlando in europa” e lo scopo di tutto questo e’ manipolare meglio le persone e la società per i propri interessi di potere e di economia”. Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, pronuncia un’appassionata difesa della famiglia e una pesante accusa nei confronti di chi la mette in pericolo. Lo fa dall’altare della cattedrale genovese di san Lorenzo nel corso dell’omelia per la messa di Ognissanti. Continua a leggere