Papa: Chiesa povera, Vangelo non è teologia della prosperità

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La Chiesa deve annunciare il Vangelo “in povertà” e chi lo annuncia deve avere come unico obiettivo quello di alleviare le miserie dei più poveri, senza mai dimenticare che questo servizio è opera dello Spirito Santo e non di forze umane. È il pensiero di fondo dell’omelia che Papa Francesco ha tenuto nella Messa celebrata in Casa Santa Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Guarire. Rialzare. Liberare. Cacciare via i demoni. E poi riconoscere con sobrietà: sono stato un semplice “operaio del Regno”. È questo che deve fare, e deve dire di sé, un ministro di Cristo quando passa a curare i tanti “feriti” che attendono nelle corsie della Chiesa “ospedale da campo”. Il concetto caro a Francesco ritorna nella sua riflessione del mattino, dettata dal passo del Vangelo del giorno in cui Gesù invia i discepoli a due a due nei villaggi a predicare, guarire i malati e scacciare gli “spiriti impuri”. Continua a leggere

Papa Francesco: la famiglia cristiana sotto attacco di forze potenti

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“Proclamate la bellezza e la verità del matrimonio cristiano ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia. Come sapete queste realtà sono sempre più sotto l’attacco di forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio e di tradire i veri valori che hanno ispirato e dato forma a quanto di bello c’è nella vostra cultura”. (Papa Francesco, Omelia S. Messa nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione a Manila, 16.01.15).
 

di Angela Ambrogetti
(da Korazym, 16.01.15)
 
Come fare a “forgiare una società ispirata al messaggio evangelico della carità, del perdono e della solidarietà al servizio del bene comune” ? La ricetta la da Papa Francesco e lo ha fatto nelle Filippine a Manila con i sacerdoti e i religiosi con i quali ha celebrato la Messa nella cattedrale. Un appuntamento che ha riunito più di 2000 persone nella cattedrale appena restaurata e enssa in sicurezza per i frequenti terremoti che avvengono nel paese costati un milione e mezzo di dollari. Continua a leggere

Omelia di Papa Francesco per l’Epifania, testo integrale

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Durante la Messa presieduta nella Basilica Vaticana nella Solennità dell’Epifania, Papa Francesco ha tenuto la seguente omelia di cui pubblichiamo il testo integrale:
 
Gesù è venuto per tutta l’umanità
Quel Bambino, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è venuto non soltanto per il popolo d’Israele, rappresentato dai pastori di Betlemme, ma anche per l’intera umanità, rappresentata oggi dai Magi, provenienti dall’Oriente. Ed è proprio sui Magi e sul loro cammino alla ricerca del Messia che la Chiesa ci invita oggi a meditare e a pregare. Questi Magi venuti dall’Oriente sono i primi di quella grande processione di cui ci ha parlato il profeta Isaia nella prima Lettura (cfr 60,1-6): una processione che da allora non si interrompe più, e che attraverso tutte le epoche riconosce il messaggio della stella e trova il Bambino che ci indica la tenerezza di Dio. Ci sono sempre nuove persone che vengono illuminate dalla luce della stella, che trovano la strada e giungono fino a Lui. Continua a leggere

Papa Francesco: “Non si può appartenere a Cristo al di fuori della Chiesa”

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“Non si può capire Gesù senza sua Madre. Altrettanto inseparabili sono Cristo e la Chiesa, .. non si può capire la salvezza operata da Gesù senza considerare la maternità della Chiesa. Separare Gesù dalla Chiesa sarebbe voler introdurre una «dicotomia assurda», come scrisse il beato Paolo VI. Non è possibile «amare il Cristo, ma non la Chiesa, ascoltare il Cristo, ma non la Chiesa, appartenere al Cristo, ma al di fuori della Chiesa». Infatti è proprio la Chiesa, la grande famiglia di Dio, che ci porta Cristo. La nostra fede non è una dottrina astratta o una filosofia, ma è la relazione vitale e piena con una persona: Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio fattosi uomo, morto e risorto per salvarci e vivo in mezzo a noi. Dove lo possiamo incontrare? Lo incontriamo nella Chiesa, nella nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica. È la Chiesa che dice oggi: “Ecco l’agnello di Dio”; è la Chiesa che lo annuncia; è nella Chiesa che Gesù continua a compiere i suoi gesti di grazia che sono i Sacramenti. (…)  Continua a leggere

Francesco: un cuore umile conosce Dio, teologia si fa in ginocchio

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Chi studia il mistero di Dio si metta in ginocchio perché Dio si rivela più volentieri a un cuore umile. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa del mattino, celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Gli occhi di un povero sono i più adatti a vedere Cristo e, attraverso di Lui, scorgere il profilo di Dio. Gli altri che pretendano di sondare questo mistero con le risorse della propria intelligenza devono prima mettersi “in ginocchio”, in atteggiamento di umiltà, altrimenti “non capiranno nulla”. Papa Francesco ribadisce la verità e il paradosso del mistero della Buona Novella: il Regno di suo Padre appartiene ai “poveri in spirito”. La riflessione del Papa segue la traccia del Vangelo di Luca proposta dalla liturgia, nel punto in cui Cristo loda e ringrazia suo Padre perché ha deciso di rivelarsi a chi per la società non conta nulla e a chi magari conta ma sa farsi “piccolo” nell’anima: Continua a leggere

Il Papa: non cedere a depressione di fronte al male, ma vivere con speranza

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Anche in mezzo a tante difficoltà, il cristiano non ceda alla depressione. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha dunque avvertito che “corruzione” e “distrazione” ci allontanano dall’incontro con il Signore.

Babilonia e Gerusalemme. Nella sua omelia, Francesco ha preso spunto da queste due città di cui parla la Prima Lettura tratta dall’Apocalisse e il Vangelo di San Luca. Il Papa ha sottolineato che entrambe le letture attirano la nostra attenzione sulla fine di questo mondo. E per meditare, ha notato, ci parla del “crollo di due città che non hanno accolto il Signore, che si sono allontanate” da Lui. Il crollo di queste due città, ha precisato, “avviene per motivi differenti”. Babilonia è il “simbolo del male, del peccato” e “cade per corruzione”, si “sentiva padrona del mondo e di se stessa”. E quando “si accumula il peccato – ha ammonito – si perde la capacità di reagire e si incomincia a marcire”. Continua a leggere

Papa Francesco: Attenti a non diventare cristiani tiepidi, comodi o dell’apparenza

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Nella Messa del mattino a Santa Marta di questo martedì Papa Francesco ha sottolineato che i cristiani devono sempre rispondere alla chiamata di Gesù alla conversione, altrimenti da peccatori diventano corrotti. “Attenti a non diventare cristiani tiepidi, comodi o dell’apparenza”: è’ il monito di oggi di Papa Francesco.

Convertirsi è una grazia, “è una visita di Dio”. Papa Francesco ha preso spunto dalla liturgia del giorno, un passo dell’Apocalisse di Giovanni e l’incontro tra Gesù e Zaccheo, per soffermarsi sul tema delle conversioni. Nella prima lettura, ha osservato, il Signore chiede ai cristiani di Laodicea di convertirsi perché sono caduti “nel tepore”. Vivono nella “spiritualità della comodità”. E pensano: “faccio le cose come posso, ma sono in pace che nessuno venga a disturbarmi con cose strane”. Chi vive così, ha affermato, pensa che non “manca niente: vado a Messa le domeniche, prego alcune volte, mi sento bene, sono in grazia di Dio, sono ricco” e “non ho bisogno di nulla, sto bene”. Questo “stato d’animo – ha avvertito – è uno stato di peccato: la comodità spirituale è uno stato di peccato”. E a questi, ha rammentato, il Signore “non risparmia parole” e gli dice: “Perché sei tiepido sto per vomitarti dalla mia bocca”. Tuttavia, ha proseguito, gli dà il consiglio di “vestirsi”, perché “i cristiani comodi sono nudi”. Continua a leggere