Triduo pasquale: Sabato Santo

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Estratto dalla Catechesi di Papa Benedetto XVI (19 marzo 2008):
 
Cari fratelli e sorelle,

[...]Vogliamo ridestare in noi la viva memoria delle sofferenze che il Signore ha patito per noi e prepararci a celebrare con gioia, domenica prossima, “la vera Pasqua, che il Sangue di Cristo ha coperto di gloria, la Pasqua in cui la Chiesa celebra la Festa che è l’origine di tutte le feste”, come dice il Prefazio per il giorno di Pasqua nel rito ambrosiano

Sabato Santo: il sabato santo è segnato da un profondo silenzio. Le Chiese sono spoglie e non sono previste particolari liturgie. Mentre attendono il grande evento della Risurrezione, i credenti perseverano con Maria nell’attesa pregando e meditando. C’è bisogno in effetti di un giorno di silenzio, per meditare sulla realtà della vita umana, sulle forze del male e sulla grande forza del bene scaturita dalla Passione e dalla Risurrezione del Signore. Continua a leggere

Papa Francesco e le tre tentazioni del demonio. «Il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI!»

Papa Francesco

11 Aprile  2014

«Tutti siamo tentati, perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il principe di questo mondo – il diavolo – non vuole la nostra santità»

Papa Francesco nell’omelia oggi alla Messa alla casa Santa Marta, ha parlato del diavolo. «La vita di Gesù è stata una lotta», ha esordito. «Lui è venuto a vincere il male, a vincere il principe di questo mondo, a vincere il demonio che ha tentato Gesù tante volte, e Gesù ha sentito nella sua vita le tentazioni» come «anche le persecuzioni». Quindi ha avvertito i fedeli: i cristiani «che vogliono seguire Gesù, devono conoscere bene questa verità».

IL DEMONIO CI ATTACCA. «Anche noi siamo tentati, anche noi siamo oggetto dell’attacco del demonio – ha detto il Pontefice -, perché lo spirito del Male non vuole la nostra santità, non vuole la testimonianza cristiana, non vuole che noi siamo discepoli di Gesù. Continua a leggere

Papa Francesco: la dittatura del pensiero unico uccide la libertà dei popoli e delle coscienze

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“E quando nella storia dell’umanità viene questo fenomeno del pensiero unico, quante disgrazie. Il secolo scorso abbiamo visto tutti noi le dittature del pensiero unico, che hanno finito per uccidere tanta gente, ma nel momento in cui loro si sentivano padroni non si poteva pensare altrimenti. Si pensa così. Ma anche oggi c’è l’idolatria del pensiero unico: Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così, non sei moderno, non sei aperto o peggio. Tante volte dicono alcuni governanti: ‘Ma, io chiedo un aiuto, un aiuto finanziario per questo’, ‘Ma se tu vuoi questo aiuto, devi pensare così e devi fare questa legge, quell’altra, quell’altra…’ Anche oggi c’è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente: prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio. Ed oggi Gesù è crocifisso un’altra volta”. L’invito del Signore “di fronte a questa dittatura è lo stesso sempre: vigilare e pregare”. (Papa Francesco, Omelia a Casa Santa Marta, 10.04.14) Continua a leggere

Il Papa: il cristianesimo non è per essere educati, la Croce non è un ornamento

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Durante l’omelia a Santa Marta il pontefice ha ribadito: “non c’è possibilità di uscire da soli dal nostro peccato”
 
“Non esiste un cristianesimo senza Croce”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha sottolineato che “non c’è possibilità di uscire da soli dal nostro peccato” e ha ribadito che la Croce non è un ornamento da mettere sull’altare, ma il mistero dell’amore di Dio.

In cammino nel deserto, il popolo mormorava contro Dio e contro Mosè. Ma quando il Signore mandò dei serpenti, il popolo ammise il suo peccato e chiese un segno di salvezza. Papa Francesco ha preso spunto dalla Prima lettura, tratta dal Libro dei Numeri, per riflettere sulla morte nel peccato. E subito ha notato che Gesù, nel Vangelo odierno, mette in guardia i farisei dicendo loro: “Morirete nel vostro peccato”: Continua a leggere

Papa Francesco: la misericordia di Dio è una carezza sulle ferite dei nostri peccati

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La misericordia divina è una grande luce di amore e di tenerezza, è la carezza di Dio sulle ferite dei nostri peccati: è quanto ha affermato Papa Francesco durante la Messa presieduta stamani a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Il Vangelo dell’adultera perdonata ha dato lo spunto al Papa per spiegare cosa sia la misericordia di Dio. L’episodio è noto: i farisei e gli scribi portano a Gesù una donna sorpresa in adulterio e gli chiedono cosa farne, visto che la legge di Mosè prevedeva la lapidazione, in quanto peccato considerato gravissimo. “Il matrimonio – afferma il Papa – è il simbolo ed è anche una realtà umana del rapporto fedele di Dio col suo Popolo. E quando si rovina il matrimonio con un adulterio, si sporca questo rapporto di Dio con il popolo”. Continua a leggere

Papa Francesco: accidia e formalismo in tanti cristiani, chiudono la porta alla salvezza

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I cristiani anestetizzati non fanno bene alla Chiesa. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha ribadito che non bisogna fermarsi ai formalismi, ma “immischiarsi”, vincere l’accidia spirituale e rischiare in prima persona per annunciare il Vangelo. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Papa Francesco ha svolto la sua omelia soffermandosi sul passo del Vangelo che narra dell’incontro tra Gesù e il paralitico che, ammalato da 38 anni, stava sotto i portici presso la piscina aspettando la guarigione. Quest’uomo si lamentava perché non riusciva a immergersi, era sempre anticipato da qualcun altro. Ma Gesù sposta l’orizzonte e gli ordina di “alzarsi”, di andare. Continua a leggere

Papa, lezione sulla buona politica

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di Massimo Introvigne

Molti discorsi di Papa Francesco sono solo apparentemente semplici. Vale per l’omelia pronunciata a braccio il 27 marzo nella Messa celebrata in San Pietro con oltre cinquecento parlamentari italiani. Inutile cercarci, come al solito, riferimenti a leggi controverse in discussione in Parlamento. Il Papa ha ripetuto fino alla noia che di queste cose devono occuparsi gli episcopati nazionali, non il Pontefice. E invece ai parlamentari il Papa ha offerto una profonda lezione sulla corruzione delle classi politiche.

La Scrittura, ha detto, propone «un dialogo fra i lamenti di Dio e le giustificazioni degli uomini. Dio, il Signore, si lamenta. Si lamenta di non essere stato ascoltato lungo la storia. E’ sempre lo stesso: “Ascoltate la mia voce… Io sarò il vostro Dio… Sarai felice…” – “Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola, anzi: procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio. Invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle” (Ger 7,23-24). È la storia dell’infedeltà del popolo di Dio». Dunque Dio entra in vari modi nella storia, parla, si rivela agli uomini. Ma gli uomini «ostinatamente» non lo ascoltano. Continua a leggere

Il Papa: la Quaresima è per cambiare la vita, no agli ipocriti “truccati” da santi

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La Quaresima è un tempo per “aggiustare la vita”, “per avvicinarsi al Signore”. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha messo in guardia dal sentirsi “migliori degli altri”. Gli ipocriti, ha avvertito, “si truccano da buoni” e non comprendono che “nessuno è giusto da se stesso”, tutti “abbiamo bisogno di essere giustificati”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Conversione. Papa Francesco ha iniziato la sua omelia sottolineando che questa è la parola chiave della Quaresima, tempo propizio “per avvicinarci” a Gesù. E commentando la prima Lettura, tratta dal Libro di Isaia, ha osservato che il Signore chiama alla conversione due “città peccatrici” come Sodoma e Gomorra. Questo, ha affermato, evidenzia che tutti “abbiamo bisogno di cambiare la vita”, di guardare “bene nella nostra anima” dove sempre troveremo qualcosa. La Quaresima dunque, ha soggiunto, è proprio questo “aggiustare la vita”, avvicinandosi al Signore. Lui, ha detto, “ci vuole vicini” e ci assicura che “ci aspetta per perdonarci”. Tuttavia, ha ammonito, il Signore vuole “un avvicinamento sincero” e ci mette in guardia dall’essere ipocriti: Continua a leggere

Papa Francesco: “Il mondo non tollera l’annuncio del Vangelo”

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“La Croce è sempre nella strada cristiana”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha incentrato la sua omelia sulle persecuzioni dei cristiani e ha avvertito che oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa. Quindi, ha affermato che la vita cristiana non è “un vantaggio commerciale”, ma “è semplicemente seguire Gesù”.

Gesù aveva appena finito di parlare sul pericolo delle ricchezze e Pietro gli domanda cosa riceveranno i discepoli che hanno lasciato tutto per seguirlo. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo da questo confronto, narrato dal Vangelo odierno, e subito ha sottolineato che Gesù “è generoso”. In verità, risponde il Signore, “non c’è nessuno che abbia lasciato” la famiglia, la casa, i campi che “non riceva già ora in questo tempo, cento volte tanto”. Forse, ha commentato il Papa, Pietro pensa che “andare dietro Gesù” sia una “bella attività commerciale”, perché ci fa guadagnare cento volte tanto. Ma Gesù aggiunge che accanto a questo guadagno ci saranno persecuzioni: Continua a leggere

L’amore, frutto della Creazione di Dio. Ma se fallisce?

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A Santa Marta, il Papa parla della bellezza del matrimonio avvertendo dalla trappola della “casistica”. Esorta poi a non condannare le persone che vedono fallire il proprio amore, ma accompagnarle e star loro vicino.

Torna spesso, ultimamente, la parola “casistica” nei discorsi di Papa Francesco. Specie nelle riflessioni legate a matrimonio e famiglia. Già lo scorso 20 febbraio, aprendo i lavori del Collegio cardinalizio per il Concistoro, Bergoglio aveva raccomandato “di approfondire la teologia della famiglia e la pastorale che dobbiamo attuare”, “con profondità e senza cadere nella ‘casistica’”, perché questo farebbe “inevitabilmente abbassare il livello del nostro lavoro”.

I temi di famiglia e matrimonio – temi ‘caldi’ in questo momento di forti pressioni – sono infatti troppo ampi e delicati per essere ridotti ad una serie di indagini e di dati. Continua a leggere

Papa Francesco: cristiani incoerenti, scandalo che uccide

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Il cristiano incoerente dà scandalo e lo scandalo uccide: sono parole molto forti quelle che Papa Francesco ha pronunciato durante la Messa presieduta a Santa Marta.

L’omelia del Papa ha preso lo spunto da una Cresima amministrata durante la Messa. Chi riceve questo Sacramento – ha affermato Papa Francesco – “manifesta la sua voglia di essere cristiano. Essere cristiano significa dare testimonianza di Gesù Cristo”: è una persona che “pensa come cristiano, sente come cristiano e agisce come cristiano. E questa è la coerenza di vita di un cristiano”. Uno – ha poi osservato – può dire anche di avere fede, “ma se manca una di queste cose, non c’è il cristiano”, “c’è qualcosa che non va, c’è una certa incoerenza”. E i cristiani “che vivono ordinariamente, comunemente nell’incoerenza, fanno tanto male”: Continua a leggere

Papa Francesco, ammonisce “la tentazione ha tre caratteristiche: cresce, contagia e si giustifica”

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L’omelia di oggi del Pontefice a Santa Marta è tutta incentrata sulle tentazioni e il peccato

Resistere alla seduzione delle tentazioni è possibile solo “quando si ascolta la Parola di Gesù”. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa presieduta questa mattina in Casa S. Marta. Nonostante le nostre debolezze, ha ripetuto il Papa, Cristo ci dà sempre “fiducia” e ci schiude un orizzonte più ampio dei nostri limiti.

La tentazione si manifesta come un’innocua attrattiva e finisce per trasformarsi in una gabbia, della quale spesso più che cercare scampo si tenta di minimizzarne la schiavitù, sordi alla Parola di Dio. All’omelia, Papa Francesco riafferma una verità e una sequenza descritte da San Giacomo in un passo della sua Lettera, proposta dalla liturgia. La verità è che non è mai Dio a tentare l’uomo, bensì le sue passioni. La sequenza è quella prodotta dalle passioni stesse le quali, dice l’Apostolo, “concepiscono e generano il peccato. E il peccato, una volta commesso, produce la morte”: Continua a leggere

Il Papa: è la pazienza del popolo di Dio nelle prove della vita che fa andare avanti la Chiesa

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La pazienza del popolo di Dio che sopporta con fede le prove quotidiane della vita è ciò che fa andare avanti la Chiesa: è quanto ha affermato Papa Francesco stamani nella Messa presieduta a Santa Marta. Il servizio di Sergio Centofanti:RealAudioMP3

“La pazienza non è rassegnazione, è un’altra cosa”: il Papa commenta la Lettera di San Giacomo dove dice: “Considerate perfetta letizia, quando subite ogni sorta di prove”. “Sembra un invito a fare il fachiro” – osserva – ma non è così. La pazienza, sopportare le prove, “le cose che noi non vogliamo”, fa “maturare la nostra vita. Chi non ha pazienza vuole tutto subito, tutto di fretta. Chi non conosce questa saggezza della pazienza – sottolinea Papa Francesco – è una persona capricciosa, come i bambini che sono capricciosi” e nessuna cosa va loro bene. Continua a leggere

Il Papa: credenti trasformati in pagani dalla vanità e pagani che giungono alla fede dall’umiltà

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Un credente può perdere la fede a causa delle sue passioni e vanità, mentre un pagano può diventare credente attraverso la sua umiltà: questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa stamani durante la Messa presieduta a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:
Le letture del giorno fanno riflettere su un duplice cammino: “dall’idolatria al Dio vivente” e, al contrario, “dal Dio vivente verso l’idolatria”. La meditazione del Papa parte dal Vangelo, in cui una “donna coraggiosa”, una cananea, cioè una pagana, chiede a Gesù di liberare la figlia dal demonio. E’ una madre “disperata” – commenta Papa Francesco – “e una madre, davanti alla salute di un figlio, fa di tutto”. “Gesù le spiega che lui è venuto prima per le pecore della casa d’Israele, ma glielo spiega con un linguaggio duro: ‘Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini’. Questa donna, che certamente non era andata all’università, sapeva come rispondere”. Continua a leggere

Il Papa: vivere il mistero della presenza di Dio nella Messa, venire a Santa Marta non è tappa turistica

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Riscoprire il senso del sacro, il mistero della presenza reale di Dio nella Messa: è l’invito di Papa Francesco durante la celebrazione eucaristica presieduta stamani a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:

La prima Lettura del giorno parla di una teofania di Dio ai tempi del re Salomone. Il Signore scende come nube sul Tempio, che viene riempito della gloria di Dio. Il Signore – commenta il Papa – parla al suo Popolo in tanti modi: attraverso i profeti, i sacerdoti, la Sacra Scrittura. Ma con le teofanie parla in un’altra maniera, “diversa dalla Parola: è un’altra presenza, più vicina, senza mediazione, vicina. E’ la Sua presenza”. “Questo – spiega – succede nella celebrazione liturgica. La celebrazione liturgica non è un atto sociale, un buon atto sociale; non è una riunione dei credenti per pregare assieme. E’ un’altra cosa. Nella liturgia, Dio è presente”, ma è una presenza più vicina. Nella Messa, infatti, “la presenza del Signore è reale, proprio reale”: Continua a leggere

Il Papa: essere cristiani non è un privilegio, annunciare il Vangelo con umiltà

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Annunciare il Vangelo senza approfittarsi della condizione di cristiani. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha svolto la sua omelia a partire dal martirio di Giovanni Battista ed ha sottolineato che, come lui, il vero discepolo di Cristo segue la via dell’umiltà senza impadronirsi della profezia. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Erode fa uccidere Giovanni per accontentare l’amante Erodìade e il capriccio di sua figlia. Papa Francesco ha svolto la sua omelia soffermandosi sulla tragica morte del Battista, narrata dal Vangelo odierno. Giovanni, ha osservato il Papa, è “un uomo che ha avuto un tempo breve di vita, un tempo breve per annunciare la Parola di Dio”. Era l’uomo, ha soggiunto, che “Dio aveva inviato per preparare la strada a suo Figlio”. E Giovanni finisce male la sua vita, nella corte di Erode “che era in banchetto”: Continua a leggere

Papa Francesco: «Le tre grazie da chiedere per la nostra morte»

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Le tre grazie da chiedere a Dio nel momento del trapasso: morire nella Chiesa, morire nella speranza e morire lasciando in eredità una testimonianza cristiana

Papa Francesco, nell’omelia oggi alla Messa in Santa Marta, ha detto quali siano le tre grazie da chiedere a Dio nel momento del trapasso: morire nella Chiesa, morire nella speranza e morire lasciando in eredità una testimonianza cristiana. Commentando la lettura sulla morte di Davide, il Pontefice ha fatto notare come il re sia trapassato «in seno al suo popolo», mantenendo fino alla fine il legame d’appartenenza con la sua gente: «Aveva peccato: lui stesso si chiama “peccatore”, ma mai se ne è andato fuori dal Popolo di Dio!». Continua a leggere

«Anche Dio piange, come un padre che non rinnega i figli ribelli»

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Francesco a Santa Marta: «Nei momenti difficili il Signore risponde». La paternità, anche quella spirituale di vescovi e sacerdoti, «deve essere come questa»

Anche il Signore piange, come un padre che ama i figli e non li rinnega, pure se sono ribelli. Un padre che attende sempre i suoi figli. Lo ha detto papa Francesco nell’omelia della Messa presieduta questa mattina a Casa Santa Marta, riportata da Radio Vaticana.

Il Papa ha commentato le Letture del giorno, che parlano di due papà: il re Davide, che si dispera per la morte del figlio ribelle Assalonne; e Giàiro, capo della sinagoga, che prega il Figlio di Dio di guarire la figlia. Continua a leggere

Papa Francesco: se perdiamo il senso di Dio, il peggiore dei peccati ci appare una piccolezza

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Quando viene meno la presenza di Dio tra gli uomini, “si perde il senso del peccato” e così può accadere di far pagare ad altri il prezzo della nostra “mediocrità cristiana”. Lo ha affermato oggi Papa Francesco all’omelia della Messa mattutina in Casa Santa Marta. Chiediamo a Dio, ha esortato il Papa, la grazia che in noi non diminuisca mai la presenza “del suo Regno”. Un peccato grave, come ad esempio l’adulterio, derubricato a “problema da risolvere”. La scelta che compie il re Davide, narrata nella prima Lettura di oggi, diventa lo specchio davanti al quale Papa Francesco pone la coscienza di ogni cristiano. Davide si invaghisce di Betsabea, moglie di Uria, un suo generale, gliela prende e spedisce il marito in prima linea in battaglia, causandone la morte e di fatto perpetrando un assassinio. Eppure, adulterio e omicidio non lo scuotono più di tanto. Continua a leggere

Papa Francesco: «Non si può essere cristiani senza Chiesa. Sono tre i pilastri su cui si fonda la nostra appartenenza»

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«Non si capisce un cristiano senza Chiesa. Paolo VI diceva che è una dicotomia assurda amare Cristo senza la Chiesa; ascoltare Cristo ma non la Chiesa; stare con Cristo al margine della Chiesa»

Papa Francesco, nell’omelia oggi alla messa in Santa Marta, ha detto che non si può essere cristiani senza Chiesa. Descrivendo il re Davide, il pontefice ha fatto notare che egli è presentato come un uomo che ha confidenza con Dio: gli parla come un figlio parla con il padre. Questa confidenza è frutto di un «forte sentimento di appartenenza», che il Santo Padre ha detto essere suggellato dal battesimo. «Il cristiano non è un battezzato che riceve il Battesimo e poi va avanti per la sua strada. Il primo frutto del Battesimo è farti appartenere alla Chiesa, al popolo di Dio. Non si capisce un cristiano senza Chiesa. E per questo il grande Paolo VI diceva che è una dicotomia assurda amare Cristo senza la Chiesa; ascoltare Cristo ma non la Chiesa; stare con Cristo al margine della Chiesa. Non si può. È una dicotomia assurda. Il messaggio evangelico noi lo riceviamo nella Chiesa e la nostra santità la facciamo nella Chiesa, la nostra strada nella Chiesa». Continua a leggere

Per tutti quei preti santi che danno la vita, ogni giorno e silenziosamente…

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A Santa Marta, Francesco parla di “unzione” e ricorda i tanti “parroci di campagna e di città” che non fanno notizia, ma che svolgono un servizio prezioso per il popolo di Dio.

Di Salvatore Cernuzio

CITTA’ DEL VATICANO, 27 Gennaio 2014 (Zenit.org) – Non era il centro del suo discorso, ma comunque Bergoglio, nell’omelia di oggi a Santa Marta, una frecciatina l’ha voluta mandare a quel mondo della comunicazione sempre più attento al “rumore di un albero che cade”, piuttosto che a quello “di una foresta che cresce”. Una metafora, questa, con cui il Papa ha contestato la tendenza di giornali e giornalisti a privilegiare la notizia “che un vescovo ha fatto tal cosa o che un prete ha fatto tal cosa”, e tacere su tante opere di carità compiute da “sacerdoti santi” che danno la vita, ogni giorno e silenziosamente. Continua a leggere

Papa Francesco: «Alla Parola di Dio preferiamo la parola di moda, come quella delle telenovele»

Francesco Papa incontra gli ambasciatori presso la Santa Sede

«La tentazione viene e indurisce il cuore – ha detto a Santa Marta – e quando il cuore è duro, quando il cuore non è aperto, la Parola di Dio non può entrare»

Papa Francesco, nell’omelia di oggi alla Messa in Santa Marta, ha detto che non bisogna seguire la «parola della propria voglia», ma quella di Dio. Il Pontefice ha messo ancora una volta in guardia dall’«uniformità mondana», a cui porta la tentazione di concepirsi come cristiani senza Cristo. Questa tentazione il popolo ebreo dell’Antico Testamento l’ha avuta più di una volta, ha ricordato papa Bergoglio, che ha commentato un episodio tratto dal primo Libro di Samuele. In esso, i capi del popolo chiedono allo stesso Samuele, ormai anziano, di stabilire per loro un nuovo “re giudice” che, di fatto, sostituisca Dio. Questa è la pretesa, ha spiegato papa Francesco, degli uomini che «rigettano il Signore dell’amore, rigettano l’elezione e cercano la strada della mondanità». Continua a leggere

Papa Francesco: la fede può tutto, i cristiani convinti a metà sono cristiani sconfitti

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“La Chiesa è piena di cristiani sconfitti”, cristiani “convinti a metà”. Invece “la fede può tutto” e “vince il mondo”, ma occorre il coraggio di affidarsi a Dio: è quanto ha affermato Papa Francesco presiedendo stamani la Messa a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Al centro dell’omelia del Papa, il brano della prima Lettera di San Giovanni in cui l’apostolo “insiste” su “quella parola che per lui è come l’espressione della vita cristiana”: “rimanere nel Signore”, per amare Dio e il prossimo. Questo “rimanere nell’amore” di Dio è opera dello Spirito Santo e della nostra fede e produce un effetto concreto: Continua a leggere

Papa Francesco, omelia S. Messa notte di Natale 2013

SOLENNITÀ DEL NATALE DEL SIGNORE

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica Vaticana. Martedì, 24 dicembre 2013

1. «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» (Is 9,1).

Questa profezia di Isaia non finisce mai di commuoverci, specialmente quando la ascoltiamo nella Liturgia della Notte di Natale. E non è solo un fatto emotivo, sentimentale; ci commuove perché dice la realtà profonda di ciò che siamo: siamo popolo in cammino, e intorno a noi – e anche dentro di noi – ci sono tenebre e luce. Continua a leggere

Papa Francesco: “Il silenzio è quello che custodisce il mistero del nostro rapporto con Dio”

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Stamane a Santa Marta il pontefice ha sviluppato la sua omelia sulla tematica del “mistero” e del “silenzio” che caratterizza il rapporto tra Dio e il suo Popolo: l’esempio di Maria.

“Il Signore sempre ha avuto cura del mistero e ha coperto il mistero. Non ha fatto pubblicità del mistero. Un mistero che fa pubblicità di sé non è cristiano, non è il mistero di Dio: è una finta di mistero! E questo è quello che è accaduto alla Madonna qui, quando riceve suo Figlio: il mistero della sua maternità verginale è coperto. E’ coperto tutta la vita! E Lei lo sapeva. Quest’ombra di Dio, nella nostra vita, ci aiuta a scoprire il nostro mistero: il nostro mistero dell’incontro col Signore, il nostro mistero del cammino della vita col Signore”. Continua a leggere

Il Papa: pregare è dare “fastidio” a Dio perché ci ascolti, sempre sicuri del suo intervento

Papa Francesco in San Pietro prega davanti a spoglie Giovanni XXIII

Pregare con insistenza e con la certezza che Dio ascolterà la nostra preghiera. Su questo aspetto ha riflettuto Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata questa mattina in Casa Santa Marta. La preghiera, ha affermato, il Papa ha due atteggiamenti: è “bisognosa” e allo stesso tempo è “sicura” del fatto che Dio, nei suoi tempi e nei suoi modi, esaudirà il bisogno. Il servizio di Alessandro De Carolis:

La preghiera, quando è cristiana sul serio, oscilla tra il bisogno che sempre contiene e la certezza di essere esaudita, anche se non si sa con esattezza quando. Questo perché chi prega non teme di disturbare Dio e nutre una fiducia cieca nel suo amore di Padre. Continua a leggere

Papa Francesco: «Le parole cristiane senza Cristo ingannano» (e cita Chesterton)

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Papa Francesco, nell’omelia alla Messa alla Casa Santa Marta di oggi, ha detto che conoscere i comandamenti ma non realizzarli nella vita – così come facevano i farisei -, non solo non serve, ma «fa male». Riferendosi alle letture del giorno sul famoso esempio della casa costruita sulla sabbia o sulla roccia, il Pontefice ha spiegato che questa ipocrisia ci fa credere di «avere una bella casa», ma, in realtà, essa «non ha fondamenta».

LA CITAZIONE DI CHESTERTON. Riprendendo la prima lettura del profeta Isaia, papa Francesco ha osservato: «Isaia lo dice: “Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna!”. La roccia è Gesù Cristo! La roccia è il Signore! Una parola è forte, dà vita, può andare avanti, può tollerare tutti gli attacchi, se questa parola ha le sue radici in Gesù Cristo. Una parola cristiana che non ha le sue radici vitali in Gesù Cristo, è una parola cristiana senza Cristo! E le parole cristiane senza Cristo ingannano». Continua a leggere

Papa Francesco: Natale è lasciarsi incontrare da Gesù col cuore aperto perché ci rinnovi la vita

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Prepararsi al Natale con la preghiera, la carità e la lode: con un cuore aperto a lasciarsi incontrare dal Signore che tutto rinnova: è l’invito lanciato da Papa Francesco nella Messa presieduta a Santa Marta in questo primo lunedì del Tempo di Avvento. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Commentando il passo del Vangelo del giorno in cui il centurione romano chiede con grande fede a Gesù la guarigione del servo, il Papa ha ricordato che in questi giorni “cominciamo un nuovo cammino”, un “cammino di Chiesa … verso il Natale”. Andiamo incontro al Signore, “perché il Natale – ha precisato – non è soltanto una ricorrenza temporale oppure un ricordo di una cosa bella”: Continua a leggere

«Il cristiano rifiuta il pensiero debole e pensa secondo Dio»

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Il cristiano pensa secondo Dio e per questo rifiuta il pensiero debole ed uniforme. Lo ha sottolineato papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha affermato che, per capire i segni dei tempi, un cristiano non può pensare solo con la testa, ma anche con il cuore e con lo spirito che ha dentro.

Il Signore insegna ai suoi discepoli a comprendere i “segni dei tempi”, segni che i farisei non riescono a cogliere. Papa Francesco ha preso spunto dal Vangelo odierno per soffermarsi sul “pensare in cristiano”. Chi segue Gesù, ha osservato, non pensa solo con la testa, ma anche con il cuore e “lo spirito che ha dentro”. Altrimenti non si può comprendere “il passo di Dio nella storia”: Continua a leggere

Papa Francesco: nel tempio non si va a celebrare un rito ma ad adorare Dio

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Il tempio è un luogo sacro in cui ciò che più importa non è la ritualità, ma “adorare il Signore”. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa celebrata questa mattina a Casa S. Marta. Il Papa ha posto l’accento anche sull’essere umano che in quanto “tempio dello Spirito Santo” è chiamato ad ascoltare dentro di sé Dio, a chiederGli perdono e a seguirlo. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Il Tempio è la casa di pietra dove un popolo custodisce la sua anima davanti a Dio. Ma Tempio sacro è anche il corpo di un singolo individuo, in cui Dio parla e il cuore ascolta. Papa Francesco sviluppa l’omelia su queste due dimensioni, che corrono parallele nella vita cristiana. Lo spunto è venuto dal brano liturgico dell’Antico Testamento, in cui Giuda Maccabeo riconsacra il Tempio distrutto dalle guerre. Continua a leggere

Il Papa: Dio ci salvi dallo spirito mondano che negozia tutto e dal pensiero unico

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La fedeltà a Dio non si negozia

(da: L’Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 265, Mart. 19/11/2013)

C’è un’insidia che percorre il mondo. È quella della «globalizzazione dell’uniformità egemonica» caratterizzata dal «pensiero unico», attraverso la quale, in nome di un «progressismo adolescenziale», non si esita a rinnegare le proprie tradizioni e la propria identità. Quello che ci deve consolare è che però davanti a noi c’è sempre il Signore fedele alla sua promessa, che ci aspetta, ci ama e ci protegge. Nelle sue mani andremo sicuri su ogni cammino. È questa la riflessione proposta da Papa Francesco lunedì mattina, 18 novembre, durante la messa a Santa Marta. Con lui ha concelebrato l’arcivescovo Pietro Parolin, segretario di Stato, che oggi ha iniziato il suo servizio in Vaticano. Continua a leggere

Medjugorje. Tornielli: per Francesco è meglio amare Dio che vivere per i messaggi

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“Il Papa non intendeva criticare chi crede nei messaggi di Medjugorje, nei cui confronti non c’è ancora un giudizio ufficiale da parte della Chiesa, anche se è innegabile che le apparizioni producano ogni anno degli enormi frutti spirituali positivi. La polemica di Bergoglio riguardava piuttosto quanti, anziché affidarsi nelle mani di Dio, si illudono di poter scrutare il futuro utilizzando i messaggi della Madonna”. Lo spiega Andrea Tornielli, editorialista e vaticanista de La Stampa, dopo che Papa Francesco nel corso dell’omelia di Santa Marta ha affermato che “la Madonna è madre e ama tutti noi. Ma non è un capufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni”.
 
Tornielli, per quale motivo ritiene che il Papa non intendesse criticare Medjugorje?

Bergoglio ha già detto queste cose prima di diventare Papa. Nel mirino c’è il senso della curiosità per il futuro e quindi tutto ciò che riguarda segreti o messaggi. Continua a leggere

Papa Francesco alle famiglie: «La fede non è un bene privato, ma da condividere con la testimonianza»

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Alle ore 10.30 di oggi, XXX Domenica del Tempo ordinario, il Santo Padre Francesco ha celebrato, sul Sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa per la Giornata della Famiglia, in occasione dell’Anno della fede.
Pubblichiamo di seguito il testo dell’omelia che il Papa ha pronunciato dopo la proclamazione del Santo Vangelo:

OMELIA DEL SANTO PADRE

Le Letture di questa domenica ci invitano a meditare su alcune caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana.

1. La prima: la famiglia che prega. Il brano del Vangelo mette in evidenza due modi di pregare, uno falso – quello del fariseo – e l’altro autentico – quello del pubblicano. Continua a leggere

Papa Francesco: «Confessatevi con umiltà e concretezza. Provare vergogna davanti a Dio è una grazia»

Udienza generale del Papa

Alla Messa a Santa Marta il Pontefice ha parlato della Riconciliazione: «Non è una seduta psichiatrica. Fate come i bambini, che hanno la semplicità della verità».

Papa Francesco ha dedicato l’omelia di questa mattina alla Messa alla Casa Santa Marta al sacramento della Riconciliazione. Per invitare i cristiani ad affrontare quello che per molti di loro sembra uno sforzo insostenibile – confessare i propri peccati davanti a un altro uomo – il Pontefice ha sottolineato il passaggio della lettera di san Paolo ai romani in cui l’apostolo ammette pubblicamente che nella «sua carne non abita il bene». Per i cristiani è lo stesso, ha osservato il Santo Padre: «Quando voglio fare il bene, il male è accanto a me». È questa «la nostra lotta di tutti i giorni. E noi non sempre abbiamo il coraggio di parlare come parla Paolo su questa lotta. Sempre cerchiamo una via di giustificazione: “Ma sì, siamo tutti peccatori”. Ma lo diciamo così, no? Questo lo dice drammaticamente: è la lotta nostra. E se noi non riconosciamo questo, mai possiamo avere il perdono di Dio». Continua a leggere

Il Papa: i cristiani prendano sul serio la propria fede, non vivano all’acqua di rosa

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Tutti i battezzati sono chiamati a camminare sulla strada della santificazione, non si può essere “cristiani a metà cammino”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Pontefice ha affermato che sempre nella nostra vita c’è un prima e un dopo Gesù, sottolineando che Cristo ha operato in noi “una seconda creazione” che noi dobbiamo portare avanti con il nostro modo di vivere. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Prima e dopo Gesù. Papa Francesco ha svolto la sua omelia, prendendo spunto dal passaggio della Lettera ai Romani incentrato sul mistero della nostra redenzione. L’Apostolo Paolo, ha osservato il Papa, “cerca di spiegarci questo con la logica del prima e dopo: prima di Gesù e dopo di Gesù”. San Paolo considera il prima “spazzatura”, mentre il dopo è come una nuova creazione. E ci indica “una strada per vivere secondo questa logica del prima e dopo”: Continua a leggere

Il Papa: adoriamo Dio e amiamo il prossimo per non essere idolatri né ipocriti

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L’idolatria e l’ipocrisia non risparmiano neanche la vita cristiana. Papa Francesco ha messo stamattina in guardia da entrambi i “vizi”, durante l’omelia della Messa celebrata in Casa S. Marta. Per non cedere all’insidia di questi peccati, ha detto, è necessario mettere in pratica i Comandamenti dell’amore a Dio e dell’amore al prossimo.

Diventare un apostolo delle proprie idee, o un devoto del proprio benessere, piuttosto che di Dio. Sparlare di qualcuno perché non si adegua a certi formalismi, dimenticando che il comandamento “nuovo” del cristianesimo è l’amore al prossimo senza se e ma. Ancora una volta, la liturgia della Messa sollecita Papa Francesco a una riflessione sulle trappole che costellano la vita di fede. Continua a leggere

Omelia di papa Francesco e atto di affidamento a Maria

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Roma, Piazza San Pietro  -  Domenica, 13 ottobre 2013
 
Nel Salmo abbiamo recitato: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie” (Sal 97,1).

Oggi siamo di fronte ad una delle meraviglie del Signore: Maria! Una creatura umile e debole come noi, scelta per essere Madre di Dio, Madre del suo Creatore.

Proprio guardando a Maria, alla luce delle Letture che abbiamo ascoltato, vorrei riflettere con voi su tre realtà: prima, Dio ci sorprende; seconda, Dio ci chiede fedeltà; terza, Dio è la nostra forza. Continua a leggere

Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri!

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Testo integrale dell’omelia del Papa alla Veglia di pace in P.za San Pietro (7.09.13)
 
«Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi? Continua a leggere

Il posto giusto

Benedetto XVI

Benedetto XVI

Il posto giusto per noi è quello vicino a Cristo che scende per servire. Così il Papa emerito nella Messa con i suoi ex-allievi
 
(01-09-2013 – Radio Vaticana)
 
Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che “scendono” per servire e portare la gratuità di Dio. Così in sintesi il Papa emerito Benedetto XVI nella Messa celebrata stamani, alle 9.30, nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schülerkreis. L’incontro degli studenti come di consueto è organizzato a Castel Gandolfo ma quest’anno Benedetto XVI non vi ha partecipato. Questa 38.ma edizione è stata dedicata a “La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione” alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Brague, teorico francese premiato l’anno scorso con il “Premio Ratzinger” per la teologia. Continua a leggere

“Inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te”

Il video dell’omelia di Papa Francesco alla celebrazione Eucaristica di inizio del Capitolo Generale dell’Ordine di Sant’Agostino. Una riflessione sulle vite di Agostino e Monica e sulla “santa inquietudine” del Vescovo di Ippona.

“Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te” (Le Confessioni, I,1,1). Con queste parole, diventate celebri, sant’Agostino si rivolge a Dio nelle Confessioni, e in queste parole c’è la sintesi di tutta la sua vita. Continua a leggere

Papa Francesco a Lampedusa: «Chi piange per il sangue di suo fratello?»

Papa Francesco a Lampedusa

Il testo dell’omelia. «”Dov’è tuo fratello?”, la voce del suo sangue grida fino a me, dice Dio. Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi»

Papa Francesco, primo pontefice in visita a Lampedusa, davanti a una folla di diecimila persone, è stato accolto con entusiasmo dagli abitanti dell’isola. Durante l’omelia della Messa – il Santo Padre vestiva i paramenti viola delle Messe penitenziali – ha parlato degli «immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Così il titolo nei giornali. Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza. E allora ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta». Continua a leggere

Papa Francesco: «Le vostre preghiere siano coraggiose»

Papa Francesco in San Pietro prega davanti a spoglie Giovanni XXIII

Il pontefice ha elogiato l’insistenza con cui Abramo si rivolge a Dio per salvare Sodoma. Una giusta pretesa che «è possibile solo quando c’è la familiarità col Signore»

Papa Francesco, nell’omelia alla Messa di questa mattina alla Casa Santa Marta, ha commentato le preghiere di Abramo che si rivolge a Dio per salvare gli abitanti di Sodoma. «Abramo – ha detto il pontefice – è un coraggioso e prega con coraggio. Si sente la forza di parlare faccia a faccia col Signore e cerca di difendere quella città». L’esempio è servito al Santo Padre per spiegare che la preghiera «deve essere coraggiosa». Bisogna «andare dal Signore coraggiosi per chiedere le cose». L’insistenza di Abramo (anche se a prima vista potrebbe sembrare quella di quella di un «commercio fenicio, perché lui tira sul prezzo», ha detto scherzando papa Francesco) è giusta perché è quella di un uomo che sa di poter osare con un Dio che ci ama. Continua a leggere

Il Papa: il Signore ci aiuti ad accumulare tesori che ci salvano il cuore

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Chiedere a Dio la grazia di un cuore che sappia amare e non si lasci sviare da tesori inutili. È la sostanza dell’omelia tenuta questa mattina da Papa Francesco a Casa S. Marta. [...]
La caccia all’unico tesoro che si può portare con sé nella vita dopo la vita è la ragion d’essere di un cristiano. È la ragion d’essere che Gesù spiega ai discepoli, nel brano riportato oggi nel Vangelo di Matteo: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”. Il problema, spiega Papa Francesco, sta nel non confondere le ricchezze. Ci sono “tesori rischiosi” che seducono “ma che dobbiamo lasciare”, quelli accumulati durante la vita e che la morte vanifica. Continua a leggere

Il Papa: il cristiano non pensa alla sua pace, ma va sulle strade ad annunciare quella di Cristo

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Vita cristiana non è “stare in pace fino al Cielo”, ma andare per il mondo ad annunciare Gesù che “si è fatto peccato” per riconciliare gli uomini con il Padre. Lo ha ribadito Papa Francesco all’omelia della Messa di questa mattina in casa S. Marta.
La vita cristiana non è stare in un angolo a ritagliarsi una strada che porta comodamente in cielo, ma è un dinamismo che spinge a stare “sulla strada” ad annunciare che Cristo ci ha riconciliati con Dio, facendosi peccato per noi. Continua a leggere

L’Eucarestia ci fa uscire dal nostro recinto

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di Massimo Introvigne
 
Nell’omelia della Messa del Corpus Domini, celebrata sul sagrato di San Giovanni in Laterano, il Pontefice è partito dalla parola di Gesù «Voi stessi date loro da mangiare» (Lc 9,13) per proporre una meditazione articolata – come capita spesso nel Magistero di Papa Francesco – su tre concetti: sequela, comunione, condivisione. L’omelia è stata occasione per ribadire il tema centrale di questi primi mesi d’insegnamento del Pontefice: occorre uscire dai nostri «piccoli recinti», dove troppo spesso i cattolici continuano a parlarsi addosso tra loro, per andare a evangelizzare le «periferie esistenziali», alimentati dall’Eucarestia. Continua a leggere

Papa Francesco: «Il cristianesimo non è fare bene un’attività sociale. È una sequela»

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«L’annunzio di Gesù non è una patina: l’annunzio di Gesù va alle ossa, al cuore, va dentro e ci cambia. E questo lo spirito del mondo non lo tollera e per questo vengono le persecuzioni».

Papa Francesco, questa mattina nell’omelia alla Messa alla Casa Santa Marta, ha ricordato la domanda che Pietro rivolge a Cristo, quando gli chiede quale premio meriterà chi lo seguirà. Gesù risponde che chi sarò suo discepolo riceverà «tante cose belle», seppure dovrà affrontare «persecuzioni». La strada di Dio, ha spiegato il pontefice «è una strada di “abbassamento”, che finisce nella Croce». Le persecuzioni, le difficoltà ci saranno sempre, «perché Lui ha fatto questa strada prima di noi». «Quando un cristiano non ha difficoltà nella vita – ha ammonito papa Francesco – significa che qualcosa non va». Il fatto che sia tutto tranquillo può essere anche un segnale che quel credente si è omologato allo «spirito del mondo, della mondanità». Continua a leggere

Novità, armonia e missione: i tre nomi dello Spirito

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di Massimo Introvigne

Dopo la veglia di Pentecoste di sabato 18 maggio, domenica 19 maggio Roma ha visto la grande Messa con i movimenti ecclesiali che, ha detto Papa Francesco al Regina Coeli, «ha trasformato Piazza San Pietro in un Cenacolo a cielo aperto». Nell’omelia, dopo aver rievocato l’episodio della Pentecoste in cui lo Spirito Santo «sprigiona il suo dinamismo irresistibile, con esiti sorprendenti», il Papa – utilizzando un suo schema pedagogico tipico, che estrae dalla Sacra Scrittura poche parole chiave, che invita a comprendere e memorizzare – ha chiesto ai movimenti di riflettere su tre caratteristiche dell’azione dello Spirito Santo: la novità, l’armonia, la missione, tornando con forza sulla denuncia – che ripropone continuamente – di una Chiesa autoreferenziale, poco aperta alla missione, la quale rischia di diventare nello stesso tempo una Chiesa «gnostica», che confida nelle sue forze e non nei doni dello Spirito. Continua a leggere

Solennità di Pentecoste. Omelia di Benedetto XVI

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Cari fratelli e sorelle!

Il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo scese con potenza sugli Apostoli; ebbe così inizio la missione della Chiesa nel mondo. Gesù stesso aveva preparato gli Undici a questa missione apparendo loro più volte dopo la sua risurrezione (cfr At 1,3). Prima dell’ascensione al Cielo, ordinò di “non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre” (cfr At 1,4-5); chiese cioè che restassero insieme per prepararsi a ricevere il dono dello Spirito Santo. Ed essi si riunirono in preghiera con Maria nel Cenacolo nell’attesa dell’evento promesso (cfr At 1,14).
Restare insieme fu la condizione posta da Gesù per accogliere il dono dello Spirito Santo; presupposto della loro concordia fu una prolungata preghiera. Troviamo in tal modo delineata una formidabile lezione per ogni comunità cristiana. Si pensa talora che l’efficacia missionaria dipenda principalmente da un’attenta programmazione e dalla successiva intelligente messa in opera mediante un impegno concreto. Continua a leggere

Chiesa e il principe del mondo

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La Chiesa va «difesa e custodita» dal «principe di questo mondo» e dal suo progetto, che è quello di farla diventare «più e più mondana». Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia di questa mattina nella cappella della Casa Santa Marta in Vaticano, in presenza di alcuni dipendenti dell’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Quello della «mondanità» della Chiesa è un tema ricorrente nella predicazione di Bergoglio. La Chiesa, ha spiegato, «diventa mondana quando ha dentro di sé lo spirito del mondo, quando ha quella pace che non è quella del Signore, quella pace di quando Gesù dice “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, non come la dà il mondo». Continua a leggere

La vita è un preparare gli occhi per vedere Gesù

L'udienza generale del Mercoledì di Papa Francesco

Papa Francesco, durante l’omelia della Messa nella Domus Sanctae Marthae, ha commentato il Vangelo del giorno in cui Gesù dice ai discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore».
«Queste parole di Gesù – ha spiegato il pontefice – sono proprio parole bellissime. In un momento di congedo, Gesù parla ai suoi discepoli, ma proprio dal cuore. Lui sa che i suoi discepoli sono tristi, perché se ne accorgono che la cosa non va bene. Lui dice: “Ma non sia turbato il vostro cuore”. E comincia a parlare così, come un amico, anche con l’atteggiamento di un pastore. Continua a leggere